Origine della Vita

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Il corpo umano è una massa di trilioni di particelle. Ogni particella ha la sua intelligenza e la sua fonte di energia. Osservando una particella al microscopio notiamo che la maggior parte di essa ci appare come spazio vuoto e che tutte le particelle sono collegate da filamenti. Ogni particella si lega alla vicina e insieme formano un corpo umano. Ciò che ci circonda a livello solido è composto allo stesso modo – particelle di materia legate insieme in una forma. I diversi mix di particelle di materia rendono ogni componente diversa al tatto e alla vista. È l’intelligenza invisibile nel vuoto di ogni “cosa” che gli conferisce una sostanza e un aspetto solido. Una roccia sembra solida, ma la maggior parte di essa è uno spazio vuoto che contiene intelligenza. Se non fosse “intelligente” andrebbe a pezzi. Alberi, erba, fiori, montagne e terreno: tutto contiene energia intelligente. Quando quell’energia intelligente può muoversi e pensare, ci riferiamo ad essa come animale, persona, uccello, insetto, ecc. ma tutto ciò che vediamo, tocchiamo, odoriamo, sentiamo e assaporiamo contiene filamenti di energia intelligente.

Materia ed energia sono costanti del cosmo; l’ipotesi è che l’origine della vita sia un momento in cui queste due costanti si intrecciano ed interagiscono. Essa consiste nell’energia del cosmo interagita con la materia inorganica a supporto di materia trattenente questa energia rivettata, circolante all’interno di primitive strutture canalizzate alla sua conservazione mediante la materializzazione dei meccanismi di omeostasi del protone sviluppati dalla materia inorganica ottenuta. I drivers di questi processi sono presenti nel mondo quantistico e attraverso i processi dei fenomenici quantici queste costanti si combinano insieme per creare la magia della vita. La terra primitiva era un sistema chimico reattivo che ha innescato un’evoluzione macromolecolare mediante sistemi termodinamici aperti, guidati da gradienti ciclici di temperatura, radiazione elettromagnetica e potenziali chimici in grado di sostenere la vita e proto-coscienza nelle forme primordiali governate dai processi quantici. L’origine della vita è sempre un argomento intrigante ma lo scopo di trovarne la causa non dovrebbe mai essere incline a cancellarlo; perché, in tal caso, più cerchiamo, più ci allontaniamo dalla risposta.

Si dice che la vita sulla terra sia iniziata circa 4 miliardi di anni fa quando la superficie terrestre si è raffreddata per supportare l’acqua allo stato liquido (Ward and Brownlee, 2003). Ma prima dell’origine della vita vi erano la materia e l’energia; la materia nell’universo si organizzava da uno stato microscopico a uno stato macroscopico, cioè dalle particelle subatomiche agli atomi, alle molecole e quindi alle micro e alle mega-strutture. L’altra componente era, per l’appunto, energia creante materia come processo mediante il quale particelle subatomiche senza massa si convertono in particelle con massa dispiegando l’organizzazione e la riorganizzazione della materia. Nel 1934, questi calcoli furono dimostrati in una produzione di e + – e-pair in collisioni fotone-fotone (Landau e Lifshits, 1934). L’energia è prevalsa sin dalla creazione dell’universo; il cosmo ha creato le stelle, le galassie, le supernove, ecc. come parte del ciclo di trasformazione dell’energia che sostiene le leggi della natura. Ciò avvenne – e avviene – a causa di un improvviso transfert. L’energia cosmica può essere connessa costituendo una matrice nell’intero cosmo e, per mezzo di una materia strutturata può suscitare la vita (Pereira, 2015a). L’evoluzione è iniziata molto dopo l’esistenza di energia e materia e la sua unanimità e, quindi, la risposta all’origine della vita risiede molto prima dell’emergere di virus, batteri ed eucarioti con fabbisogni di acqua e composti organici. Affinché la vita emergesse (emerga), doveva (deve) esserci una giusta miscela di energia e materia, in cui le proprietà di energia e materia giocavano (e giocano) un ruolo importante. L’energia cosmica penetra, in qualche modo, nella materia; l’energia è immagazzinata attraverso legami chimici che comprendiamo attraverso gli studi di chimica e biochimica. Questi studi sono basati sulla creazione e distruzione di legami tra atomi e molecole che derivano dalla meccanica quantistica (Pearson, 2008). Basati su queste interazioni, i sistemi sono in vita per mezzo del loro legame chimico. Al fine di comprendere la relazione tra le interazioni quantistiche all’interno dei legami chimici, vengono presi in considerazione gli avanzamenti nanotecnologici che sondano segnali elettrici e protoni nei sistemi biologici (Maysinger et al., 2015; Nouailhat, 2008), che possono aiutare a capire l’origine della vita da una prospettiva diversa. Le informazioni per la formazione e la progressione dell’universo sono immagazzinate negli atomi, come carica e rotazione, con l’elettrone che fornisce energia bassa per sostenere la vita e i costituenti nucleari come protoni e neutroni che forniscono alta energia per le stelle (Teilhard de Chardin, 1959). Le proprietà della materia e dell’energia non erano quindi emergenti, ma erano costanti che sussistevano fin dall’inizio del cosmo e potevano essere i progettisti della creazione. Gli studi di fisica quantistica sono correlati alle proprietà del mondo dei quanti che è costituito da particelle subatomiche che in qualche modo sono programmate per organizzarsi secondo schemi; consapevolmente o intuitivamente (Vedral, 2011). Allo stesso modo, la chimica inorganica e l’emergere della chimica organica possono anche rivelare un tipo simile di modelli formati mediante i legami chimici tra atomi e molecole, che avvengono in modo consapevole o intuitivo (Earley, 2008). Recentemente, teorie associate al redox ha inconsapevolmente aperto una nuova schiera di speranza verso la comprensione dell’origine della vita dal punto di vista delle sostanze chimiche organiche e inorganiche e l’uso della materia non vivente per svolgere attività come la materia vivente (Igamberdiev, 2007). L’origine della vita può quindi essere basata sulle seguenti costanti; energia cosmica e materia che supportano l’ipotesi che la vita sia emersa come conseguenza dell’energia che supporta l’omeostasi redox e il fenomeno quantico. Se questo evento è stato casuale o pianificato, non è conosciuto, ma certamente era volto all’istigazione della vita.

L’omeostasi redox (detta anche quantum redox) è un processo basato su un quantum e attualmente riusciamo ad applicarla come principio in medicina quantica per la rigenerazione delle cellule. L’ipotesi chemiosmotica di Mitchell suggerisce che l’accoppiamento chemiosmotico possa essere entrato in esistenza molto presto nell’evoluzione e le forze che hanno guidato questa emergenza potrebbero aver modellato l’evoluzione (Mitchell, 1961). Molte teorie suggeriscono che la vita sia originata da ambienti che creavano gradienti naturali di protoni; in assenza di ossigeno, le bocchette alcaline fungevano da reattori di flusso elettrochimici che avrebbero potuto guidare la conversione di molecole inorganiche in forme organiche (Martin et al., 2008; Lane, 2010; Lane and Martin, 2012). La teoria chemiosmotica propone movimenti vettoriali di protoni ed elettroni attraverso le membrane che creano una forza motrice protonica per la trasduzione di energia. Si verifica in presenza di un potenziale costante attraverso un gradiente che sviluppa una carica (Mitchell, 1961). La forza motrice del protone generata attraverso semplici strutture vescicolari può essere stata la ragione per il confinamento dell’energia cosmica all’interno della materia. L’energia, una volta assorbita dalla materia, potrebbe aver suscitato i meccanismi di feedback energetico come parte del processo di conservazione dell’energia. Il processo di conservazione dell’energia negli organismi viventi è noto come fosforilazione ossidativa ed è un accoppiamento tra la sintesi dell’Adenosina trifosfato e la forza motrice del protone generata dai trasferimenti di elettroni (Sapra et al., 2003). Il fenomeno quantistico d’altra parte è un processo non locale che trasmette informazioni attraverso lo spazio e il tempo come scambio casuale di energia tra le particelle e il campo del punto zero (Svozil 2015). Questo scambio di energia è una delle principali cause di interdipendenza tra la matrice di energia cosmica e la materia. Le informazioni memorizzate durante il processo di computazione quantistica sono accessibili per risonanza o entanglement all’interno dell’ologramma quantistico nel campo del punto zero (Mitchell e Staretz., 2011) e potrebbero essere causa di integrazioni energetiche all’interno dei meccanismi del gradiente protonico. Max Planck, postulò una teoria, ora nota come postulato di Planck, che descrive come tutta la materia assorbe e riemette fotoni cioè quanti di energia, da e verso la schiuma quantica del campo del punto zero (ZPF) che pervade tutta la materia e anche il vuoto dello spazio. Questa elaborazione viene eseguita mediante un processo chiamato elaborazione olografica ed è memorizzato in immagini olografiche (Haisch et al., 1997). Il tunneling quantico è un concetto derivato dalla computazione quantistica in cui i fotoni viaggiano attraverso organelli cellulari specializzati e sollecitano la segnalazione mediante il movimento e l’interazione di fotoni all’interno della cellula (Hameroff, 1998a; 1998b). L’emergere della vita nella materia è il punto di conversione dall’energia cosmica non locale all’energia localizzata che potrebbe essere stata mediata dai processi quantici attraverso i gradienti protoni in via di sviluppo all’interno della materia organizzatrice. In quel momento la materia si animò e questa nuova possibilità gli diede la capacità di trasmettere, trasdurre e immagazzinare questa energia entro i suoi confini. Una reazione redox è il movimento di ioni o uno o più elettroni dai donatori agli accettori, dove il donatore o il riduttore è un ossidante mentre l’accettore o l’ossidante è il riduttore (Acworth, 2003). La terra senza vita dove la materia e l’energia erano due entità separate era costituita da materia elementale che era in uno stato costante di organizzazione e riorganizzazione da parte dei legami interagenti. Le strutture che sono state concepite come risultato di queste interazioni, possono aver dato luogo a micro-percorsi e mediante convezione idro-termica potrebbe aver portato all’istigazione di un sistema di trasmissione a livello quantico. La materia elementale inorganica avrebbe potuto innescare l’elaborazione di energia basata sui quanti e la creazione della prima forma cosciente vivente. È stato proposto che durante l’emergere della vita, le forme di vita primitiva erano ospitate in compartimenti inorganici composti di silice, silicati, carbonati e idrossidi insieme a solfuri metallici che dovrebbero agire da catalizzatori generare elettroni quando eccitati portando a un potenziale elettrico come parte del trattamento dell’energia (Russell, 2007; Herschy et al., 2014). Eccitazioni caotiche in queste prime molecole e nei loro stati quantici avrebbero potuto portare a calcoli precoci da una varietà di modi quantici, chimicamente, attraverso interazioni orbitali molecolari, elettromagneticamente o mediante emissione di fotoni e assorbimento. Pribram espose l’ipotesi del cervello olonomico che propone che la memoria nei sistemi biologici può essere dovuta a schemi di interferenza o entanglement risultanti in un ologramma (Pribram, 1999) come un prodotto in laser o in un sistema a fibra ottica (Jeong, 2010). L’intreccio di elettroni rilasciati durante il processo di eccitazione può portare alla memorizzazione di informazioni che potrebbero essere state la base della coscienza o della consapevolezza in queste prime forme di vita; una forma di proto-coscienza. Sono ora disponibili diverse teorie che supportano l’emergere della coscienza dai meccanismi basati sui quanti (Hameroff e Penrose, 2014) e il coinvolgimento dell’assorbimento di energia cosmica sotto forma di radiazioni elettromagnetiche (Pereira, 2015b, McFadden, 2007; 2013). Un recente percorso noto come il percorso cellula-anima è stato proposto come un meccanismo ipotetico in cui una singola cellula utilizza il fenomeno quantistico per convertire l’energia cosmica esterna in energia interna, per immagazzinare e utilizzare questa energia come parte del suo processo di conservazione (Pereira, 2015b) indicando che la vita e la coscienza sono elaborate quantomeno e possono aver guidato l’origine di forme viventi che procedono con l’evoluzione.

La biologia quantica ha condotto all’origine della vita e della coscienza nella materia strutturata

La coscienza ha dimostrato di essere quantum computata all’interno della struttura citoscheletrica microtubulare dalla teoria ORCH-OR proposta da Hameroff e Penrose (Hameroff e Penrose 2014a). I materiali strutturati come i microtubuli elaborano le informazioni in base agli stati tubulinici a livello quantico. Quando un numero sufficiente di tubuli viene impigliato per raggiungere una certa soglia, si verifica un evento cosciente che termina con il collasso della funzione d’onda che è evidente nell’evoluzione del citoscheletro (Pereira, 2015c). I microtubuli elaborano queste informazioni all’interno dell’ambiente umido e rumoroso della cella mediante la coerenza di Bandyopadhyay. Le caratteristiche del dipolo all’interno di queste strutture mediano il calcolo e l’entanglement come elettrico o magnetico a correnti alternate di gigahertz,

frequenze di megahertz e chilohertz a temperatura ambiente (Sahu et al., 2013a; Sahu et al., 2013b) che potrebbero rispondere al problema di decoerenza della teoria ORCH-OR (Hagan et al 2001; Hameroff e Penrose, 2014b). Il Resonant Recognition Model (RRM) ha anche dimostrato frequenze più elevate negli intervalli di gigahertz a terahertz all’interno dei microtubuli, suggerendo che queste frequenze più alte sono legate alle velocità di trasmissione per solitoni ed eccitoni e sono quindi di natura puramente elettromagnetica simile a un sistema di comunicazione quantistica (Cosic et al., 2015). Le particelle subatomiche giocano un ruolo importante nella biologia quantica e quindi vi è una forte possibilità di esso durante l’emergere della vita, dove la materia ha sistematizzato le strutture per sostenere queste particelle. Le eccitazioni e le caratteristiche di spin degli elettroni possono generare un trasferimento di energia basato su elettroni che può essere trasmesso per mezzo di strutture e percorsi come visto nei processori quantistici (Ardavan e Briggs, 2011; Cerletti et al., 2004; Kouwenhoven, 1997) e anche all’interno strutture biologiche (Arndt et al., 2009; Frank e Christensen, 2008). La materia può aver preso vita a causa di una combinazione dell’elaborazione quantica all’interno delle strutture inorganiche create durante il processo di formazione e di riforma, che ha portato a una forma di consapevolezza primitiva. La tubulina trovata nei microtubuli dimostra eccitazioni sull’assorbimento della luce a 280 nm e fluorescenze a 335 nm a causa della presenza di triptofano che dipende interamente dalla polimerizzazione dei microtubuli (Rahnama et al., 2011). Una transizione tra il terreno e lo stato eccitato della catena tubulina provoca un dipolo biologico che è la ragione per la trasmissione osservata attraverso questi tubuli fornendo una forte comprensione dell’elaborazione delle informazioni basata su quantum all’interno di questi complessi proteici (Craddock et al., 2014) . Interazioni semplici nelle forme primitive o nella prima forma vivente avrebbero avuto la capacità di elaborare le informazioni in questo modo e quindi hanno dato origine a un senso di di proto-consapevolezza o proto-coscienza all’interno di queste strutture limply progettate. L’entanglement è un elemento cruciale nell’elaborazione dell’informazione quantistica (rapporto QIPC 2008). L’entanglement all’interno di strutture come i microtubuli è ora considerato come promotore di coscienza che avrebbe potuto essere posseduto della materia che ha preso vita. Condensazione o formazione di condensa a basse temperature è una causa di trasferimento di informazioni ed elaborazione nel calcolo quantistico che è stata dimostrata da Fröhlich a temperatura ambiente. Secondo Fröhlich, in condizioni appropriate un fenomeno abbastanza simile a una condensazione di Bose può verificarsi in sostanze che possiedono modalità elettriche longitudinali. I risultati del condensato di Fröhlich si basano sull’idea che i sistemi biologici siano aperti e abbiano una notevole quantità di energia disponibile mediante processi metabolici che causano cambiamenti non di rivestimento in molecole e sottosistemi biologici più ampi (Vasconcellos et al., 2012; Reimers et al., 2009). Il modello di Fröhlich afferma che, quando l’apporto di energia supera un certo livello, la struttura polare entra in uno stato di vibrazione non lineare e immagazzina energia in modo ordinato che si esprime in una correlazione di fase a lungo raggio di super fluidità e super conduttività (Fröhlich , 1970, 1972, 1975). Queste idee hanno dimostrato che il comportamento coerente degli elettroni eccitati osservati nei sistemi viventi è simile ai comportamenti coerenti dei superconduttori. L’unica differenza è che nei superconduttori questo comportamento viene osservato con l’aiuto della condensazione di BoseEinstein a temperature prossime al punto zero assoluto (Niggli, 2014) mentre la coerenza nei sistemi biologici avviene a temperatura ambiente (Reimers et al., 2009). Le cellule viventi possono essere viste sia come micro-fabbriche con nano-macchine che svolgono compiti individuali e computer biologici i cui nano-chip sono le varie proteine ​​e peptidi oltre a DNA e RNA (Davies et al., 2013). L’acqua liquida è una necessità per la vita e la vita è emersa solo quando l’acqua liquida era disponibile e quindi i primi gradienti protonici potrebbero aver scatenato solo con la disponibilità di acqua (William, 2007; Russell and Kanik, 2010). La ragione per cui l’acqua svolge un ruolo importante nella vita è che nei sistemi viventi è noto sostenere eccitazioni dipolari coerenti dove l’effetto di Fröhlich ha una connessione con la propagazione a lungo raggio di segnali in materiali biologici e non biologici come pacchetti d’onde che consistono in solitari Schrodinger Davydov (Mesquita et al., 2004; 2005; Fröhlich Centenary International Symposium, 2005). Le eccitazioni sono di grande importanza nella migrazione di energia e per il calcolo quantistico dei primi anni di vita. La procedura ElectroMagnetic Information Transfer Through Water Systems (EMITTAS) ha dimostrato il flusso di informazioni all’interno dei sistemi biologici che suggerisce che i sistemi acquosi svolgono un ruolo chiave fornendo la base per registrare, archiviare, trasferire e recuperare quantità clinicamente efficaci di informazioni in grado di produrre l’autoregolazione e la potenzialità di autorigenerazione di un organismo sia a livello locale che a livello sistemico (Foletti, 2015; Foletti et al., 2011).

Energia cosmica, materia strutturata, gradienti protonici e meccanica quantistica

La prima terra conteneva energia cosmica, organizzando rapidamente materia, movimenti di elettroni e processi basati sui quanti, e una miscela di queste caratteristiche apportò un cambiamento significativo quando la materia si trasformò per formare strutture a sostegno dell’energia cosmica . Le condizioni riducenti-ossidanti della prima terra possono aver avuto strutture simili a quelle che si trovano nelle attuali prese d’aria idrotermali che si trovano sui fondali oceanici (Martin, 2008; Zierenberg et al., 2000). Queste strutture operano attraverso un processo dinamico chiamato convezione idrotermica e potrebbero essere stati i primi iniziatori del pompaggio di protoni (Muller, 2009; Kurakin, 2011). Le strutture microtubulari che attualmente formano il citoscheletro delle cellule biologiche potrebbero essere il risultato di questi schemi geometrici che potrebbero eventualmente calcolare le informazioni utilizzando l’abbondante energia cosmica prevalente intorno. A quel tempo le prime forme viventi primitive avrebbero potuto incorporare una simile rete modellata, progettata per far circolare l’energia cosmica, come un inizio della proto-coscienza insieme alla conservazione dell’energia mediante i gradienti protonici e i trasferimenti di elettroni. La serpentinizzazione è un modello geometrico di rete naturale che si trova con queste prese e si forma come risultato di processi di idratazione, carbonatazione e ossidazione esotermica (Schrenk e Brazelton, 2013). Disegni geometrici e schemi come circuiti integrati all’interno di microchip, transistor e semiconduttori possono condurre, immagazzinare, trasmettere ed elaborare informazioni e possono condividere una correlazione con strutture biologiche che potrebbero comportarsi come circuiti integrati (Halmann et al., 1981). La Terra come sistema chimico reattivo può aver portato a un’evoluzione supromorfomeccanica di sistemi termodinamici aperti animati con confini costituiti da diverse molecole, guidati da gradienti ciclici di temperatura, radiazioni elettromagnetiche e potenziali chimici di sostanze chimiche ambientali (Spitzer et al., 2015) che possono aver sostenuto la vita e la proto-coscienza.

La vita negli sfiati idrotermali è emerso grazie alla perfetta combinazione di minerali contenenti cluster Fe-S che sono incorporati in siti attivi di enzimi critici compresi complessi respiratori e enzimi idrogenasi studiati (Lane e Martin, 2012; Francis, 2015). La serpentinizzazione delle rocce ultramaiche ha portato alla formazione dei gradienti protonici come mezzo per conservare energia attraverso le reazioni riduttive ossidative di questi elementi primitivi e l’utilizzo dell’energia cosmica da immagazzinare nei legami chimici di una molecola presente negli organismi viventi – Adenosina trifosfato ( ATP). La produzione di adenosina trifosfato negli attuali organismi viventi è mediata dalla catena di ossidoriduzione che comporta il trasferimento di elettroni tra i centri redox all’interno della catena di trasporto degli elettroni e il motore ATPase per convertire l’adenosina difosfato (ADP) in ATP; una combinazione di un processo elettrico e chimico (Herschy et al., 2014; Martin et al., 2008). La materia si è progettata per incorporare e immagazzinare energia e per utilizzare l’energia per l’origine della vita che, attraverso il corso dell’evoluzione, è stata raffinata e riorganizzata per essere racchiusa nei domini di una cellula biologica. La meccanica quantistica e la coerenza quantistica giocano un ruolo importante nella chimica e il suo entanglement determina le strutture di valenza degli atomi e la forma dei legami covalenti (Lloyd, 2011; Rieper, 2011). Man mano che le molecole diventano più grandi e più complesse, la coerenza quantistica diventa più difficile da mantenere. I computer quantistici sfruttano il potere degli atomi e delle molecole per eseguire funzioni basate sulla memoria. La sovrapposizione di qubit è ciò che conferisce al computer quantistico un parallelismo intrinseco e questo è ciò che consente di ottenere calcoli in un unico passaggio mediante entanglement (Sharma, 2015; Black et al., 2002). L’origine della vita era possibile a causa di calcoli quantistici basati sulla biologia avvenuti milioni di anni fa e man mano che la vita si evolveva aumentava la complessità di questi calcoli. L’elaborazione delle informazioni all’interno delle strutture biologiche è diventata più efficiente di molti ordini di grandezza rispetto a ciò che conosciamo oggi. È noto che le celle biologiche utilizzano un’architettura parallela molto complessa rispetto all’architettura parallela osservata nei computer quantistici ancora noti e l’architettura seriale osservata nei computer di oggi (Walker et al., 2009; Barabasi and Oltvia, 2004). La conversione dell’energia cosmica in energia cellulare e un meccanismo di retroazione inversa possono essere compresi dal percorso proposto cellula-anima che scorre all’interno di ogni singola cellula biologica.

Il percorso cellula-anima utilizza la più antica forma di energia – la radiazione elettromagnetica per la selezione, l’assorbimento, la circolazione e il rilascio di fotoni che possono calcolare la coscienza mediante il processo di riduzione ORCH-OR all’interno dei microtubuli di ogni cellula vivente (Pereira, 2015b). Proprio come il percorso cellula-anima che è un processo ciclico in corso, l’ambiente inorganico riducente della terra primitiva potrebbe essere stato un ambiente favorevole per le strutture serpentinizzate geometricamente modellate nelle prese idrotermali per assorbire l’energia cosmica o l’energia elettromagnetica. Queste strutture come una disposizione della materia potrebbero aver dato l’informazione di vescicole inorganiche che nel tempo svilupparono un’architettura in grado di contenere l’energia assorbita e attraverso eccitazioni potrebbe provocare una cascata di eccitazioni con conseguente trasmissione di elettroni e elaborazione delle informazioni; l’origine della vita attraverso il protoconscio. L’origine della vita ha bisogno di una forza motrice termodinamica insieme al potenziale di intrappolamento interattivo come il percorso cellula-anima, ed è qui che la chimica redox gioca un ruolo importante. Il trasferimento di elettroni porta al pompaggio di protoni ed è la chiave del metabolismo energetico in ogni sistema vivente (Alberts et al., 1994). Mac Kinnon e il gruppo hanno dimostrato questo processo mediante il filtro del canale ionico specifico di K + che funziona tenendo due ioni K + legati alle strutture idriche indotte da catene laterali proteiche dimostra una natura solitonica di potenziali d’azione che potrebbero fornire una connettività impigliata tra i canali risultante in un potenziale elettrico (Morais-Cabral et al., 2001). Oltre alla chimica redox, anche la cattura e l’immagazzinamento dell’energia all’interno della materia sono fondamentali, cioè l’utilizzo dell’energia cosmica che è quando esiste una possibilità di origine della vita. Una miscela di queste costanti è fondamentale affinché il calcolo avvenga all’interno di una materia strutturata simile ai microtubuli presenti nelle cellule biologiche o alla rete modellata di materiale inorganico all’interno di una presa idrotermica. Che si tratti di computer classici o quantistici, i chip sono progettati partendo da composizioni create dall’uomo di materiale inorganico che attraverso l’elettrone e la rete quantica trasmettono e calcolano le informazioni. Il calcolo e l’elaborazione delle informazioni richiedono una rete solida per un flusso di elettroni ininterrotto.

Il materiale all’interno di questi microchip viene incanalato in modo tale da creare micro-circuiti che aiutano gli elettroni a trasmettere informazioni e memorizzarli (van der Mejis, 2005; Sharma, 2015; Montemerlo et al., 1996). L’entanglement quantico è una proprietà misteriosa che rende inquietante il mondo quantistico, ma è l’unico meccanismo che aiuta a comprendere l’elaborazione e la memorizzazione delle informazioni in un computer quantistico (Gael 2005), che ora è stato dimostrato che si verifica all’interno dei microtubuli (Hameroff, 1998b; Ali e Yupapin, 2014). Pertanto, l’entanglement quantistico può essere sopravvissuto molto prima dell’origine della vita, ma con la concezione di strutture progettate dalla materia questi stati possono essere radicati in queste strutture per portare la materia alla vita.

Conclusione

La complessità nell’universo crebbe gradualmente dalla gravità e dalle potenze nucleari nel cosmo, con tutte le informazioni immagazzinate nelle strutture atomico-nucleari. Questo processo è stato intensificato con l’emergere di sistemi macromolecolari auto-organizzanti e ha raggiunto uno stato di complessità con l’emergere della rete neurale e il codice di interconnessione dell’universo cosciente con le informazioni memorizzate in reti quantistiche olografiche (Di Baiase, 2015). Durante il processo, le reti inorganiche strutturate sono state sostituite con la materia organica, il che ha portato a un più forte processo di calcolo e un migliore pompaggio del protone per una maggiore generazione di ATP necessaria per l’adattamento e la consapevolezza. Le radiazioni ionizzanti erano in grado di cambiare tutti i tipi di atomi e molecole e l’assorbimento delle radiazioni non ionizzanti porta a eccitazioni di elettroni all’interno di atomi e molecole che possono aver portato al trasferimento di energia che ora comprendiamo come potenziale di fotosensibilizzazione e attraverso percorsi come l’anima cellulare percorso. I processi quantici si verificano a livelli subatomici della materia e sono quindi prevalenti nell’universo dalla sua origine. L’origine della vita è quindi il risultato dell’organizzazione e della riorganizzazione della materia per sostenere costanti come l’energia cosmica, la materia e i processi quantistici che prevalevano nel cosmo e si addolcivano con l’evoluzione.

Poiché il cervello umano è fatto allo stesso modo, un grosso passo avanti sarebbe quello di accettare e sapere considerarlo un ricevente/trasmittente in grado di captare ed emettere frequenze vibrazionali, in modo cosciente e consapevole, in grado di decodificare e riprogrammarsi attraverso l’energia cosmica veicolata dalla materia. A quel punto ne varrebbe il farne buon uso, poiché riuscirebbe ad entrare in connessione con le frequenze dell’Universo.

Dott. Roberto Spiz per Igno-Rando

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