Infinito : Finito = Astratto : Concreto

Spread the love

– Matrix è ovunque. E’ intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. E’ quello che vedi quando ti affacci alla finestra o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. E’ il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità.

– Quale verità?

– Che tu sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri, sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore. Una prigione per la tua mente.

(Matrix, 1999)

La natura della realtà. È essenziale tracciare una netta distinzione tra oggetti concreti ed entità – da un lato – ed astrazioni – dall’altro – . Le cose concrete sono fatte di sostanza o materia e si dividono in due categorie principali:

– sistemi naturali: atomi, esseri umani, stelle, galassie…;

– artefatti: automobili, case, missili spaziali… .

Tutte le cose concrete sono di dimensioni finite, composte da parti più piccole, soggette a cambiamenti ed, infine, impermanenti. Tutto ciò che può essere concepito privo di un’esistenza concreta è un’astrazione, come il bene e il male, la felicità, la filosofia, ecc. Va sottolineato che le cose concrete non devono essere necessariamente percettibili a noi o rilevabili dai nostri strumenti.

Esistono stati di materia invisibile. La differenza chiave tra la scienza materialistica da una parte, che descrive le cose tangibili e la saggezza senza tempo (vedi es. I Ching) o, ancora, la tradizione teosofica, è che queste ultime parlano di mondi ed entità composte da gradi di sostanza molto più sottili o più densi della materia fisica, invisibili e intangibili a noi, occupanti e compenetranti lo stesso spazio del nostro universo fisico. Quindi non si può parlare di una reale solidità atomica, in quanto altro costituisce nel nostro stesso spazio altre solidità, che non captiamo perché noi stessi siamo il limite, attraverso il DNA. Gli atomi fanno semplicemente parte di un processo in cui le informazioni in forma d’onda vengono decodificate nei rispettivi stati elettrico, digitale e olografico. Ecco un altro apparente mistero: come mai gli scienziati hanno scoperto che qualcosa può esistere sotto forma di onda e particella allo stesso tempo (la luce si comporta come onda o particella contemporaneamente – un elettrone può manifestarsi sia come particella che come onda)? Basta osservare gli ologrammi; la proiezione olografica di un oggetto, apparentemente tridimensionale è, per l’appunto, solo una proiezione. Esiste unicamente perché il laser legge le informazioni in forma d’onda codificate nello schermo di interferenza sulla lastra fotografica. Quindi, se per assonanza commutiamo lo schermo d’interferenza con il piano in cui siamo, ecco che ci troviamo in una realtà illusoria. La realtà che viviamo non è che un ologramma proiettato dal fondo dell’Universo.

Molti universi.  Oggi i fisici credono che i fenomeni subatomici non dovrebbero unicamente essere classificati come onde o particelle, ma come una singola categoria di cose che sono, in qualche modo, sempre entrambi (quanta). Se per “universo” intendiamo “tutto ciò che esiste” allora, ovviamente, può essercene solo uno e nulla può esistere al di fuori di esso. Ma l’universo infinito consiste di innumerevoli universi, mondi, oggetti ed entità finite di ogni dimensione immaginabile. L’infinita totalità di tutti questi mondi o sistemi costituisce lo spazio senza confini. I fisici ritengono che i quanta siano la sostanza di base della quale tutto l’universo è costutito. In un certo senso, l’osservatore è l’osservato. L’osservatore è anche lo strumento di misura, i risultati sperimentali, il laboratorio e la brezza che soffia fuori del laboratorio. La materia animata e quella non animata sono intrecciate, ed anche la vita è celata in ogni parte dell’universo. Si può pensare che venga proiettato un ologramma del sistema che contiene vita in un punto, che si sviluppa a più livelli di profondità in uno stesso spazio, che si ripercuote a livello atomico e subatomico, fino alle forme più eteree e che ogni piano sia necessario agli altri perché complementari, facenti parte dello stesso sistema, essendo l’uno lo strascico o prosecuzione dell’altro, dal punto di incidenza della matrice fino al punto massimo di estensione. Può essere che da un piano all’altro, se potessimo osservare, ci siano delle forti differenze apparenti, ma in realtà sono tutte estensioni e conseguenze del punto iniziale. E’ anche possibile che la stessa “persona” si estenda sui piani a seconda delle proiezioni del livello di incidenza che occupa. Ragionando più in grande, l’estensione in profondità di un sistema-mondo intreccia nodi e numeri a seconda della funzione che serve a sorreggerlo. Quindi la teoria che lo spazio è spuntato fuori dal “big bang” qualche miliardo di anni fa non può essere presa sul serio. Nulla viene dal nulla. Ma se lo spazio è finito, dove finisce e cosa c’è oltre? I teorici sostenitori del Big Bang affermano che lo spazio potrebbe collassare su sé stesso in modo tale che sia finito ma anche illimitato – e si capisce bene di quanto ciò sia una fantasia. È molto più ragionevole presumere che l’universo sia illimitato ovvero senza un inizio ed infinito, ma soggetto a continue trasformazioni e quindi impermanente, in ogni momento. Tutto ciò che è, è stato e sempre sarà essendo…Ogni possibilità.

Dati i presupposti finora accennati, quanto i nostri piedi poggiano su una superficie solida e quanto è solida la nostra esistenza? Si può quindi affermare che l’universo infinito ha un’esistenza concreta complessiva o piuttosto è suddivisibile in parte concreta e parte astratta, dove in quest’ultima regna ogni possibilità concretizzabile? Prendendo in esame l’esistenza , si parla di questa concretezza solo quando la si pensa e la si applica alle cose misurabili; essendo l’infinito incommensurabile, si tratta quindi di un’astrazione. Un universo infinito si traduce fondamentalmente nell’esistenza di infiniti sistemi finiti, concreti e sostanziali, che continuano all’infinito e all’infinito in tutte le direzioni, interiormente ed esteriormente. Si può parlare di olomovimento. L’idea che la coscienza e la vita (e invero tutte le cose) siano insiemi celati in ogni parte dell’universo ha un rovescio ugualmente strabiliante. Se avessimo la possibilità, potremmo trovare la galassia di Andromeda nell’unghia del pollice della mano sinistra.

Che cos’è esattamente la sostanza? Per rispondere alla domanda generale sulla sostanza, bisogna partire dalle cose sensibili. Esse infatti sono ammesse da tutti e, per noi uomini, sono ontologicamente prime. Ora, in ogni cosa della nostra esperienza noi possiamo distinguere una forma (éidos, morphé) e una materia (hýle). La forma non è l’aspetto esterno, la semplice “configurazione”, ma l’intima natura delle cose, quella natura che fa essere le cose ciò che sono: per esempio, l’anima razionale è la forma dell’uomo, la sua essenza. Ma senza una materia, nessuna essenza o forma potrebbe esistere nella nostra esperienza. D’altra parte, la materia pura senza la forma sarebbe totalmente indeterminata, una mera potenzialità.

L’idea di sostanza è soltanto una collezione di idee semplici unite dall’immaginazione a cui si da un nome particolare e inavvertitamente si considera come un’unica idea semplice a cui è associato senza alcun fondamento un substratum come fondamento. Ciò che può essere percepito e toccato è sostanza, ovvero materia, anche se tale termine è spesso riferito solo ai gradi fisici della sostanza. Le cose concrete sono quindi qualcosa piuttosto che nulla, mentre le astrazioni non sono di per sé nulla, sebbene possano essere rappresentate in una forma concreta (ad es. come parole su carta, schemi elettrici nel nostro cervello, o forme-pensiero eteree).

Ma per capire di cosa è fatta la sostanza si può dire che le particelle di materia di un grado sono condensazioni temporanee, relativamente stabili di un mezzo sottostante, composte da particelle più fini che sono condensazioni di un mezzo sostanziale più profondo, e così via, all’infinito. Alla fine tutto può essere risolto in movimento o vibrazione, ma il movimento è solo un’astrazione vuota a meno che non sia movimento di qualcosa, e qualcosa per definizione è sostanza. Ogni grado di sostanza è generato dal movimento di un grado più etereo di sostanza e consiste in discontinuità particolari, sebbene possa sembrare relativamente omogeneo e indifferenziato agli esseri su altri piani.

Una dimensione è qualsiasi proprietà misurabile o quantità, come lunghezza, massa, temperatura, tempo, ecc. A rigor di termini, lo spazio infinito , non potendo essere misurato non ha dimensioni. Solo unità di spazio finito, o oggetti ed entità concrete sono misurabili. Si suppone che su ogni piano di realtà, le dimensioni possano essere misurate in sole tre direzioni, corrispondenti a lunghezza, larghezza e altezza – dette dimensioni “spaziali”.

I mondi interiori invece, non dovrebbero essere chiamate dimensioni. Se l’universo è uno in unica sostanza, coscienza e sostanza devono essere fondamentalmente identiche. Questo punto di vista è chiamato idealismo oggettivo o materio-idealismo (Fichte/Schelling).  Secondo Bohm, la coscienza è una forma più sottile di materia, e la base per qualsiasi relazione fra le due giace non nel nostro livello di realtà, ma nell’ordine implicito.

Esistono dei punti di vista circa la visione del mondo, e la differenza fondamentale tra loro risiede nell’atteggiamento nei confronti della mente e della coscienza. Ci sono quattro posizioni di base:

1. materialismo: la coscienza è un sottoprodotto della materia, un epifenomeno dell’attività elettrochimica nel cervello;

2. idealismo: la coscienza è la realtà ultima e dà origine alla materia (o almeno all’illusione della materia);

3. dualismo: la coscienza e la materia sono aspetti indipendenti ma complementari della realtà;

4. idealismo materno: la coscienza e la sostanza sono la stessa cosa.

Ciascuna di queste posizioni ha diverse varianti. Ad esempio, i dualisti considerano la coscienza come un tipo di sostanza distinta dalla materia fisica o come una proprietà della materia, ma che non può essere ridotta all’attività della materia. I non materialisti possono essere concordi coi materialisti nel postulare un grado base della sostanza – la materia fisica (esistente nei quattro stati noti alla scienza) – oppure possono postulare molti gradi di sostanza. La marca teosofica del materio-idealismo propone che la sostanza-coscienza è infinita ed eterna, ed esiste in infiniti gradi di materialità ed etereità, formando infiniti mondi compenetranti ed interagenti all’interno di mondi, sistemi all’interno dei sistemi.

Per sondare la questione consideriamo lo spettro elettromagnetico: sebbene siamo in grado di rilevare solo circa 100 ottave di radiazioni elettromagnetiche, che vanno dalle onde radio alla luce visibile ai raggi X, ai raggi gamma e ai raggi cosmici, non c’è motivo di ritenere che esista un limite alla gamma di possibili frequenze. Una proprietà importante dell’energia elettromagnetica è che onde di frequenze sufficientemente diverse non interferiscono o interagiscono. Se la materia è energia condensata, sembra ragionevole supporre che lo spettro infinito di energia generi gradi infiniti di materia, e che i gradi di materia di densità o velocità di vibrazione sufficientemente diverse possano penetrarsi l’un l’altro senza interagire visibilmente. Ciò suggerisce che il nostro universo fisico è solo un’ottava in uno spettro infinito di energia-materia, ed è compenetrato da innumerevoli altri mondi, sia più densi che più eterei dei nostri, al di là del nostro raggio di percezione.

I “fenomeni paranormali” costituiscono una netta prova degli stati non fisici di materia, forze ed entità. Da questa prospettiva è possibile spiegare il fenomeno che molti definiscono come apparizioni di fantasmi. In alcuni casi si tratta di consapevolezza disincarnata che occupa frequenze così vicine alla nostra da poter essere viste a livello eterico. Altri “fenomeni paranormali” possono semplicemente essere esperienze, soprattutto di forte impatto emotivo, come omicidi, battaglie e altre tragedie, che vengono impresse sotto forma di informazioni nella struttura vibrazionale in forma d’onda in un dato luogo. I nostri normali poteri mentali non possono essere spiegati in modo soddisfacente dal punto di vista del solo cervello fisico. Ulteriori prove per i livelli più sottili della realtà sono fornite dalla ricerca sulle esperienze fuori dal corpo, pre-morte e ricordi di vite passate. I concetti di base della visione scientifica del mondo – materia, energia, campi, spazio – puntano all’esistenza di altri piani dell’essere, a meno che non ci lasciamo ingannare da finzioni matematiche ed astrazioni vuote.

Prendi il concetto di ‘spazio vuoto’ per esempio.  Se lo spazio fosse puro nulla, non esisterebbe, e nulla potrebbe trovarsi in esso o muoversi attraverso di esso. Logicamente, lo spazio deve avere un qualche tipo di struttura e quindi consistere in sostanza e, a meno che questa sostanza non sia assegnata, proprietà astratte (come la continuità assoluta e l’omogeneità strutturale), lo spazio deve essere costituito da infiniti livelli di coscienza-sostanza, in gradi infinitamente vari e forme. Quello che per noi è lo spazio ‘vuoto’ è semplicemente quella regione dello spazio che non contiene materia percepibile dai nostri sensi fisici. Gli esseri umani possono “vedere” solo una frazione infinitesimale di quanto effettivamente esiste ; la percezione umana è basata sul fatto che qualcosa “esiste” solo quando assume una forma o produce un rumore. Se una cosa non la vedo e non la sento allora non può esistere. Il silenzio? Vuol dire “nulla”, vero? L’immobilità, idem. Ma quando si ha a che fare con la percezione umana, come al solito è vero l’opposto. Nell’immobilità e nel silenzio c’è Ogni possibilità, tutto il potenziale che attende di manifestarsi. Ascoltate il silenzio e udirete Ogni possibilità. Non esiste un vuoto assoluto.

Perché qualcosa anziché nulla? Gli scienziati dicono che lo spazio è pieno di campi elettromagnetici e gravitazionali, con il campo del punto zero onnipervadente o il vuoto quantistico – che per certi aspetti equivale alla risurrezione dell’etere di una volta. Un campo è definito come una regione dello spazio in cui si percepisce una forza e si dice che le forze siano mediate da particelle di forza o particelle di messaggeri. Le particelle sono separate tra loro da un vuoto assoluto oppure da un grado più eterico di sostanza, costituito da particelle separate da un grado di sostanza ancora più profondo, e così via, all’infinito.

Diverse interpretazioni. Secondo la visione materialista la vita sarebbe sottoprodotto della materia, una proprietà che emerge quando la materia raggiunge un certo livello di complessità. Idealismo e dualismo generalmente hanno una visione simile, sebbene possano considerare la coscienza come un fattore che contribuisce alla sua comparsa. Il materio-idealismo afferma che, sebbene il grado di vita manifesta e di coscienza manifesta dipendano dalla relativa complessità dell’organismo in questione, la vita stessa è primordiale – precede la materia – . Qualsiasi entità autoregolante che scambia energia e materia con il suo ambiente è viva, inclusi gli atomi e le particelle subatomiche. Dal punto di vista filosofico, la vita è inseparabile dalla coscienza e dalla sostanza; i tre sono uno, in un continuo interscambio tra ordine esplicito ed ordine implicito.

Secondo il materialismo scientifico moderno la materia è considerata una forma specializzata di energia con attributi di massa ed estensione. Si dice che le particelle di materia interagiscano attraverso lo scambio di particelle di forza, che sono un’altra forma di energia.

Sebbene l’energia sia spesso associata al movimento dei corpi, afferma che essa esiste indipendentemente dalla materia, sotto forma di energia radiante – cioè radiazione elettromagnetica o luce. Sebbene la radiazione elettromagnetica possa scambiare energia e quantità di moto con la materia, e le particelle di particelle in collisione possono scomparire in una pioggia di energia radiante, molti scienziati negano che l’energia elettromagnetica stessa sia una forma di sostanza. Tuttavia, ha molto più senso considerare l’energia radiante come una manifestazione di un grado di sostanza più sottile e non fisico.

Secondo l’idealismo, quindi, tutto è una manifestazione o una modifica della coscienza, mentre secondo il materio-idealismo tutto è una manifestazione o una modifica della coscienza-sostanza (o coscienza-sostanza-vita).

La posizione assunta dal materio-idealismo è che la materia è coscienza cristallizzata, il che significa che materia e coscienza sono essenzialmente la stessa cosa. Il materio-idealismo quindi adotta una via di mezzo tra materialismo e idealismo e sostiene il monismo piuttosto che il dualismo. Riconosce solo la dualità tra mente e materia. I dualisti, invece, sostengono che la coscienza non è materia ma funziona attraverso la materia.

Gli adepti in grado di ottenere un’esperienza diretta dei regni interiori spiegano di una scala di sostanza energetica che va dalla materia più densa della nostra stessa gerarchia o sistema alla coscienza più pura, e che la differenza non è nell’essenza ma di differenziazione e vibrazione. Se l’universo è davvero uno nell’essenza e nell’origine, spirito e materia sono definizioni o stati relativi: il polo più basso della nostra gerarchia sarebbe pertanto puro spirito per entità nelle gerarchie sotto la nostra, mentre il polo più alto della nostra gerarchia sarebbe materia densa per entità in gerarchie sopra la nostra. Questo è ciò che ci si attende dall’analogia – come sopra, così sotto; e come sotto, così sopra.

In altre parole, l’universo infinito consiste in nient’altro che innumerevoli manifestazioni finite di coscienza-sostanza in continua interazione; dopotutto, c’è solo una infinità. L’universo è essenzialmente monistico, ma pluralistico nella manifestazione; è un’unità nella diversità. A rigor di termini, l’infinito non diventa una moltitudine di sistemi finiti, perché l’infinito è un’astrazione, non un’entità che fa le cose. L’infinito, simboleggiato da un cerchio o zero, comprende un numero infinito di “uno” o di sistemi concreti. Possiamo anche chiamare i piani più alti di ogni particolare sistema-mondo “l’Uno”, sebbene da un punto di vista teosofico sia in realtà composto da innumerevoli semi o centri di coscienza dai precedenti cicli di attività. Dopo un periodo di quiete, l’Uno dà vita ai molti (i regni inferiori e i loro abitanti) attraverso un processo di emanazione progressiva, differenziazione e concrezione, e i molti alla fine si risolvono nell’Uno, in un mai-ciclo finale di evoluzione e involuzione, espirazione e inspirazione, attività e quiete.

L’Uno è quindi l’entità collettiva che forma il vertice spirituale di qualsiasi sistema o gerarchia multilivello, sia esso atomico, umano, planetario, solare, galattico, ecc. Può anche essere chiamato “l’Assoluto”, intendendo ciò che è relativamente perfetto rispetto alla gerarchia in questione. Tuttavia, l’Assoluto non è quindi uguale all’Infinito; l’Infinito contiene un numero infinito di Assoluti, tutti Relativi.

Alcuni idealisti soggettivi affermano che il mondo materiale è il prodotto della nostra immaginazione ed esiste solo nella nostra mente. Ma l’idealismo oggettivo, o idealismo materno, afferma che il mondo fisico è reale per gli esseri che lo abitano temporaneamente, ed è un’illusione solo nel senso che non lo vediamo per ciò che realmente è – la proiezione o manifestazione esteriore di regni interiori, più eterei. Tutti gli esseri e le cose finite sono illusorie in quanto temporanee e in continua evoluzione generate e sostenute da forze e impulsi interiori, destinate a “morire” e disintegrarsi quando quelle forze vengono ritirate.

Ma alcuni fisici quantistici sostengono che le particelle subatomiche, e forse anche gli oggetti macroscopici, esistono solo quando le misuriamo o le osserviamo. In teoria, la particella potrebbe essere praticamente ovunque, anche se alcune posizioni sono ovviamente molto più probabili di altre. Alcuni fisici “deducono” da questo che le particelle si trovano effettivamente in tutti questi diversi luoghi simultaneamente – presumibilmente si trasformano in “onde di probabilità sovrapposte”, che in qualche modo “collassano” nuovamente in particelle localizzate quando avviene la successiva interazione con un dispositivo di misurazione . Alcuni fisici vanno ancora oltre e affermano che le funzioni d’onda “collassano” solo quando noi umani diventiamo consapevoli del risultato della misurazione, ed è quindi la nostra mente conscia che dà realtà al mondo materiale. Si tende a supporre che mentre ci spostiamo dal mondo macroscopico fino al livello microscopico, le cose si semplificano fino a raggiungere un livello elementare di particelle completamente omogenee e senza struttura, indistinguibili. Tuttavia, una particella letteralmente omogenea è un’astrazione e le strutture che vediamo intorno a noi non sono certamente composte da astrazioni. Per la teoria delle superstringhe, sono “stringhe” unidimensionali, che vibrano e si agitano in uno “spazio-tempo” tridimensionale. I teorici sostengono che le stringhe hanno uno spessore zero, ma che hanno una lunghezza pari a un miliardesimo di trilioni di millimetro.

La maggior parte degli scienziati sembra preferire tali finzioni matematiche all’idea teosofica che la materia è infinitamente divisibile e infinitamente aggregativa e può esistere in innumerevoli stati diversi e in una gamma infinita di dimensioni. Un sistema solare è un atomo cosmico, un atomo è un sistema solare in miniatura e gli elettroni sono come pianeti, formati da molecole, atomi e particelle subatomiche su una scala ancora più piccola. Anche il tempo è relativo: un anno terrestre equivale a una rivoluzione intorno al sole, e un “anno” di elettrone equivale a una rivoluzione attorno al suo nucleo atomico – il che significa che ciò che chiamiamo un secondo equivale a circa quattro milioni di miliardi anni per un elettrone.

Dott. Roberto Spiz per Igno-Rando

Tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

Comments are closed.